Accueil » Consigli » Disturbi tiroidei: 5 alimenti da limitare secondo la scienza

Disturbi tiroidei: 5 alimenti da limitare secondo la scienza

Meta utente

Ipotiroidismo, ipertiroidismo, Hashimoto… I disturbi della tiroide influenzano direttamente il metabolismo, l’energia e il peso. Olivia Royer, dott.ssa in farmacia, ci informa sugli alimenti da evitare.

Data di pubblicazione
tiroide alimenti vietati
✓ CHI SIAMO?
Un team editoriale e scientifico specializzato in nutrizione. Autori del libro Les aliments bénéfiques (Mango Editions) e del podcast Révolutions Alimentaires.

La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo: produce degli ormoni, la triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) che inviano messaggi in tutto il corpo. 

Questi ormoni tiroidei contribuiscono alla regolazione del metabolismo, della temperatura corporea, nonché alla digestione e alla crescita. 

In alcuni casi, la produzione di ormoni è perturbata e può provocare due tipi di disturbi: 

  • l’ipotiroidismo, quando la produzione di ormoni è insufficiente. Il metabolismo rallenta, causando stanchezza, sensibilità al freddo o aumento di peso.
  • l’ipertiroidismo, quando la produzione è eccessiva. Il metabolismo accelera, potendo provocare nervosismo, perdita di peso o palpitazioni.

A seconda del disturbo, è necessario un trattamento medico

Sebbene non permetta di correggere da sola un disturbo tiroideo, l’alimentazione può anche sostenere la produzione ormonale, limitare alcuni squilibri… o, al contrario, aggravare i sintomi.

In questo contesto, quali sono gli alimenti da evitare in caso di ipertiroidismo o ipotiroidismo? Ho decifrato gli studi sull’argomento.

🎧 Ascolta il podcast | Come combattere l’infiammazione?

1. Le crucifere, alimenti da limitare in caso di ipotiroidismo?

tiroide alimenti vietati

Gli alimenti cosiddetti “goitrogeni” contengono composti (glucosinolati) che potrebbero interferire con l’utilizzo dello iodio da parte della tiroide. 

Essi comprendono essenzialmente le crucifere, come il cavolo, il broccolo, il cavolfiore, la rapa o ancora il ravanello.

Nelle persone che soffrono di ipotiroidismo o di carenza di iodio, un consumo eccessivo potrebbe teoricamente rallentare la produzione di ormoni tiroidei.

Ma in pratica, la cottura modifica la struttura dei composti goitrogeni e tende a ridurne l’attività biologica. In altre parole, l’effetto goitrogeno rimane minimo, soprattutto se vi è un apporto di iodio sufficiente in parallelo. 

Senza eliminarli completamente, si raccomanda di limitare il consumo di alimenti goitrogeni in forma cruda. 

2. La soia e i suoi derivati: attenzione in caso di ipotiroidismo

hashimoto alimenti vietati

La soia contiene isoflavoni, e in particolare la genisteina, un composto in grado di interferire con la tiroide. 

Secondo alcuni studi, la soia potrebbe avere un effetto goitrogeno inibendo la tireoperossidasi (TPO), un enzima essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei. È importante notare che questo meccanismo è stato osservato in vitro e che sarebbero interessanti nuovi studi. 

Un’altra revisione sottolinea che questo effetto è soprattutto problematico in caso di carenza di iodio o nei pazienti ipotiroidei. Inoltre, la soia può ridurre l’assorbimento della levotiroxina, il che potrebbe richiedere un aggiustamento del trattamento in alcuni pazienti.

3. Lo iodio: indispensabile… ma a doppio taglio

iodio tiroide

Lo iodio è un elemento indispensabile al buon funzionamento della tiroide poiché è necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei. Una carenza può provocare ipotiroidismo, ma un eccesso può ugualmente disturbare la ghiandola.

In caso di ipotiroidismo, può quindi essere interessante consumare prodotti ricchi di iodio come le alghe (sotto forma di fiocchi, per esempio), integratori alimentari o anche alcuni frutti di mare. 

Al contrario, un apporto di iodio deve rimanere equilibrato: un eccesso può essere problematico in caso di ipertiroidismo e in alcune persone affette da tiroidite di Hashimoto. In caso di dubbio, parlatene con il vostro professionista sanitario.

Ecco un fatto interessante: uno studio ha mostrato che un apporto eccessivo di iodio potrebbe anche aumentare il rischio di ipotiroidismo, in particolare di tipo autoimmune.  

4. Gli alimenti ultra-trasformati: un fattore aggravante indiretto

alimenti da evitare dopo la rimozione della tiroide

I prodotti ultra–trasformati non colpiscono direttamente la tiroide, ma devono essere limitati in caso di disturbo. 

Creano un ambiente favorevole ai disordini: 

  • apporto elevato di zucchero, che favorisce i disturbi metabolici, 
  • eccesso di sodio
  • apporto insufficiente di micronutrienti (compreso lo iodio), 
  • presenza di additivi, i cui effetti a lungo termine sulla salute sono ancora oggetto di dibattito. 

Tutti questi fattori sono associati a uno stato infiammatorio di basso grado secondo diversi lavori e creano un terreno favorevole allo sviluppo di malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto.

Tuttavia, non è stata rilevata alcuna prova diretta tra disturbi della tiroide e alimenti ultra–trasformati. 

Si raccomanda quindi di limitare, senza vietare, questa categoria di alimenti, a vantaggio di prodotti grezzi di qualità. 

5. Il glutine: soprattutto in caso di malattia autoimmune

Si parla spesso di glutine in caso di disturbi tiroidei. Tuttavia, il legame tra glutine e tiroide riguarda principalmente le patologie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto. È soprattutto osservato in caso di malattia celiaca associata, a causa di un terreno autoimmune comune. 

Alcuni studi suggeriscono quindi che una dieta senza glutine potrebbe migliorare alcuni marcatori biologici in pazienti affetti da Hashimoto. Ma i dati restano limitati e non permettono di raccomandare un’esclusione in assenza di una malattia celiaca diagnosticata o di una sensibilità comprovata.

Adattare piuttosto che vietare

In caso de disturbo tiroideo, l’obiettivo non è moltiplicare i divieti, ma mirare meglio alle classi di alimenti da limitare: 

  • gli alimenti gozzigeni creano problemi solo in caso di eccesso e soprattutto se consumati crudi
  • la soia deve essere monitorata in caso di ipotiroidismo
  • lo iodio richiede un equilibrio fine, né troppo né troppo poco
  • gli alimenti ultra‑trasformati favoriscono un terreno infiammatorio sfavorevole
  • il glutine riguarda soprattutto le forme autoimmuni associate a una malattia celiaca

In altre parole, un’alimentazione varia, poco trasformata e adattata al tipo di disturbo (ipotiroidismo, ipertiroidismo o Hashimoto) rimane la strategia più pertinente.

In caso di disturbi della tiroide, vi consigliamo un follow-up nutrizionale da parte di un professionista della salute in complemento al follow-up medico, al fine di evitare restrizioni inutili e talvolta controproducenti.


Fonti e studi scientifici

  1. Bajaj JK, Salwan P, Salwan S. (2016)  Various Possible Toxicants Involved in Thyroid Dysfunction: A Review. 
  2. Marini H, Polito F, Adamo EB, Bitto A, Squadrito F, Benvenga S. (2012) Update on genistein and thyroid: an overall message of safety.
  3. Messina, M., & Redmond, G. (2006). Effects of soy protein and soybean isoflavones on thyroid function in healthy adults and hypothyroid patients: a review of the relevant literature. 
  4. Teng, W., Shan, Z., Teng, X., Guan, H., Li, Y., Teng, D., Jin, Y., Yu, X., Fan, C., Chong, W., Yang, F., Dai, H., Yu, Y., Li, J., Chen, Y., Zhao, D., Shi, X., Hu, F., Mao, J., Gu, X., … Li, C. (2006). Effect of iodine intake on thyroid diseases in China. 
  5. Ciaffi J, Mancarella L, Ripamonti C, Brusi V, Pignatti F, Lisi L, Ursini F. (2025) Ultra-Processed Food Consumption and Systemic Inflammatory Biomarkers: A Scoping Review. Nutrients.
  6. Krysiak, R., Szkróbka, W., & Okopień, B. (2019). The Effect of Gluten-Free Diet on Thyroid Autoimmunity in Drug-Naïve Women with Hashimoto’s Thyroiditis: A Pilot Study.