Questo ormone potrebbe far dimagrire senza tagliare l’appetito

Ingénieure et diététicienne

E se fosse possibile perdere peso senza che l'appetito diminuisca? Questa è la pista aperta dall'ormone FGF21. Laura Brenans, dietista e ingegnera agronoma, decifra un nuovo studio sull'argomento.

Mis à jour le
ormone per dimagrire

✓ CHI SIAMO?
Un team editoriale e scientifico specializzato in nutrizione. Autori del libro Les aliments bénéfiques (Mango Editions) e del podcast Révolutions Alimentaires.

FGF21 fa molto parlare di sé in questi ultimi tempi, e per una buona ragione: i suoi effetti sono promettenti per le persone con obesità.

Si tratta di un’ormone epatico, cioè sintetizzato dal fegato, noto per:

  • aumentare il dispendio energetico
  • ridurre l’assunzione di cibo
  • migliorare la sensibilità all’insulina

Il suo ruolo nella perdita di peso incuriosisce gli scienziati da diversi anni. Ma finora non si sapeva dove agisse nel cervello. È ciò che ha cercato di chiarire il team di Yunfan Lin, sotto la direzione del prof. Matthew Potthoff, presso la facoltà di medicina dell’Università dell’Oklahoma negli Stati Uniti.

Scopriamo insieme questo studio pubblicato nell’aprile 2026.

📚 Leggi anche | I 7 migliori programmi dimagranti: il nostro confronto

Come è stato condotto lo studio?

I ricercatori hanno condotto uno studio sperimentale su topi maschi.

In un primo momento, i topi sono stati resi obesi grazie a una dieta molto ricca di grassi. In un secondo momento, gli scienziati hanno iniettato loro l’ormone FGF21, già noto per favorire la perdita di peso.

Per comprendere i circuiti utilizzati dall’ormone, alcuni neuroni sono stati disattivati, mentre altri sono stati riattivati in modo mirato. L’iniezione di un virus tracciante ha permesso, parallelamente, di mappare le connessioni tra i neuroni.

Infine, sono stati misurati diversi parametri: il peso, la temperatura corporea, il dispendio energetico e l’attività del tessuto adiposo bruno, questo tipo di grasso in grado di produrre calore, un fenomeno chiamato termogenesi.

Cosa dicono i risultati?

I ricercatori sapevano già che FGF21 aumentava il dispendio energetico, ma i circuiti neuronali coinvolti restavano poco noti. Questo studio ne ha permesso di identificare uno, molto preciso, nel tronco encefalico.

Ed è proprio qui la grande sorpresa. Per molto tempo si è creduto che l’ipotalamo, considerato il « direttore d’orchestra » della regolazione metabolica, fosse la principale regione coinvolta. In realtà, FGF21 agisce soprattutto a livello del tronco encefalico.

Più precisamente, l’ormone agisce innanzitutto su due strutture del tronco encefalico, il nucleo del tratto solitario (NTS) e l’area postrema (AP), che trasmettono poi il segnale verso il nucleo parabrachiale, coinvolto nella regolazione dell’appetito e della sazietà. Questo circuito è indispensabile: quando i ricercatori lo inibiscono, la perdita di peso indotta dall’ormone scompare.

Ciò che mi colpisce: questo tronco encefalico è la stessa regione bersaglio dei farmaci GLP-1 come Ozempic e Wegovy. Ma FGF21 vi agisce con un meccanismo opposto.

Se gli analoghi del GLP-1 riducono l’appetito e quindi l’apporto alimentare, FGF21 aumenta il dispendio energetico e aiuta il corpo a bruciare più energia. Due strade diverse verso lo stesso obiettivo, ed è questo che rende questa scoperta così interessante, a mio avviso.

Una scoperta promettente, ma ancora insufficiente

Anche se i risultati sono incoraggianti, tengo a precisarli.

Innanzitutto, lo studio è stato condotto solo su topi maschi. In secondo luogo, questi topi hanno ricevuto una dieta composta per il 60% da grassi subito prima dell’iniezione dell’ormone, il che è molto lontano dalla realtà umana: l’obesità è una malattia multifattoriale che si instaura progressivamente, con tutta una serie di cambiamenti metabolici associati.

Bisogna anche ricordare che gli effetti osservati nel topo non sono direttamente trasponibili all’essere umano. La prudenza resta d’obbligo.

Infine, gli stessi ricercatori sottolineano che gli effetti a lungo termine di FGF21 sul dispendio energetico restano da confermare.

E gli effetti collaterali, allora?

È un punto che voglio chiarire, perché è spesso frainteso. A volte si legge che FGF21 sarebbe «senza effetti collaterali». È falso: gli analoghi di FGF21 già testati hanno mostrato effetti indesiderati, in particolare disturbi digestivi e, in alcuni casi, una perdita di massa ossea.

Effetti che, del resto, ritengo simili a quelli degli attuali trattamenti GLP-1 (nausea, diarrea, vomito).

La speranza dei ricercatori non è quindi che l’ormone sia privo di effetti collaterali, ma che, agendo sul circuito appena identificato, un giorno si possano concepire trattamenti più mirati e meglio tollerati.

Per concludere

L’obesità è una malattia multifattoriale e il suo trattamento dietetico è complesso: lo constato ogni settimana in consulenza. La questione della velocità della perdita di peso, in particolare, ritorna senza sosta. Molti dei miei pazienti si scoraggiano quando i risultati tardano ad arrivare.

Eppure sappiamo che una perdita di peso troppo rapida è anche la più difficile da mantenere. Quanto più i cambiamenti sono graduali e integrati nella vita quotidiana, tanto più le nuove abitudini durano nel lungo termine.

È proprio qui che scoperte come questa potrebbero, in futuro, aprire nuove prospettive: in aggiunta a una rieducazione alimentare, una migliore comprensione di questi meccanismi cerebrali potrebbe aiutare le persone interessate. Ma siamo ancora solo nella fase della ricerca di base, sui topi. Dunque, bisognerà seguirla con interesse e prudenza!


Riferimento scientifico

Lin Y, Claflin KE, Aklan I, Morgan DA, Sullivan AI, Rudolph MC, Rahmouni K, Potthoff MJ. «La somministrazione farmacologica di FGF21 inverte l’obesità attraverso una popolazione neuronale proiettante verso il parabrachiale nel rombencefalo». Cell Reports, 2026;45(4):117093. DOI : 10.1016/j.celrep.2026.117093