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Raffreddori ricorrenti: come i probiotici potrebbero sostenere l’immunità

Dottoressa in Farmacia

Raffreddori a ripetizione, difese naturali indebolite, squilibrio intestinale… I probiotici sono spesso presentati come un sostegno all’immunità. Ma cosa dice realmente la scienza sul legame tra probiotici e sistema immunitario?

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Une équipe éditoriale spécialisée en nutrition. Auteurs du livre Les aliments bénéfiques (Mango Editions) et du podcast Révolutions Alimentaires.

Se seguiamo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i probiotici sono « microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguata, conferiscono un beneficio per la salute ». Si trovano nella nostra alimentazione o sotto forma di integratori alimentari. 

Vengono in aiuto al microbiota intestinale, che costituisce l’insieme dei microrganismi già presenti nel nostro sistema digestivo. 

Tra le altre cose, sono riconosciuti per i loro benefici nel lenire i disturbi digestivi, gli effetti collaterali legati agli antibiotici o ancora durante una perdita di peso. 

Tra questi benefici, si sente spesso dire che i probiotici potrebbero sostenere il sistema immunitario. Ma è davvero così?

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, tengo a ricordare che i probiotici non sono in alcun caso dei farmaci. Tuttavia, devono essere assunti con cautela e vi raccomando di discuterne con un professionista della salute prima di intraprendere qualsiasi cura.

📚 Leggere anche | I nostri consigli per scegliere i migliori probiotici

Microbiota intestinale e immunità: un legame oggi ben dimostrato

Dal 70 all’80% delle cellule immunitarie a livello intestinale

Si dice spesso che l’intestino è il secondo cervello. Ma sapevi che è anche indispensabile al corretto funzionamento del tuo sistema immunitario ? 

Oggi sappiamo che il 70–80% delle cellule immunitarie dell’organismo si trova a livello intestinale, in particolare nel GALT (Gut‑Associated Lymphoid Tissue). 

Questo tessuto linfoide ospita diverse cellule immunitarie (linfociti, plasmacellule, macrofagi). Costituisce anche un sito principale di produzione di anticorpi che permette all’organismo di difendersi dai patogeni. 

Parallelamente, il microbiota intestinale svolge anch’esso un ruolo attivo nell’immunità. Studi sperimentali mostrano in particolare che i topi allevati senza microbiota presentano un’immaturità del sistema immunitario intestinale e una risposta meno efficace nei confronti degli agenti patogeni.

Un altro studio, riportato dall’Inserm, conferma che l’assenza o l’immaturità del microbiota si accompagna a una vulnerabilità maggiore alle infezioni, in particolare all’inizio della vita. 

Microbiota alterato, sistema immunitario coinvolto

Non è tutto. Il microbiota produce anche metaboliti benefici, chiamati acidi grassi a catena corta (SCFA), durante la degradazione di alcune fibre dell’alimentazione. Le riviste scientifiche indicano che queste molecole contribuiscono a rafforzare la barriera intestinale e a influenzare l’espressione dei geni coinvolti nella risposta immunitaria. 

Al contrario, quando il microbiota è alterato, l’interazione con il sistema immunitario è compromessa. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato un’associazione tra disbiosi e disturbi immunitari, con una suscettibilità aumentata alle malattie infiammatorie o autoimmuni. 

Probiotici e immunità: quali meccanismi d’azione?

Rafforzano la barriera intestinale 

L’effetto dei probiotici più documentato oggi è il loro coinvolgimento nel rafforzamento della barriera intestinale. 

Ricerche recenti, in particolare una meta-analisi che ha preso in esame 26 studi clinici, suggeriscono che i ceppi probiotici Lactobacillus e Bifidobacterium possono contribuire a migliorare l’integrità di questa barriera. 

Lo studio ha anche mostrato che l’assunzione di probiotici aumenta l’abbondanza di questi stessi ceppi di Bifidobacterium e Lactobacillus all’interno del tratto intestinale, il che contribuisce a limitare il passaggio di endotossine nel flusso sanguigno. 

Preciso comunque che gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi per definire meglio gli effetti di ciascun ceppo sull’organismo, in funzione della dose e degli individui. 

Modulano la risposta immunitaria 

I probiotici non agiscono solo sulla flora intestinale: potrebbero anche interagire direttamente con le cellule immunitarie intestinali.

Concretamente, quando alcuni ceppi probiotici entrano in contatto con la mucosa intestinale, sarebbero in grado di interagire con le cellule immunitarie locali e di influenzare la produzione di citochine e di anticorpi IgA. È comunque questa la conclusione di questo studio scientifico

I probiotici aiuterebbero quindi a rafforzare le difese immunitarie limitando al contempo le reazioni infiammatorie non necessarie. 

Nuovi studi potrebbero essere interessanti per comprendere meglio i meccanismi in gioco. 

Agiscono sulla produzione di metaboliti 

Ho inoltre individuato alcuni studi che mostrano che i probiotici stimolerebbero la produzione di SCFA, questi metaboliti benefici per l’immunità. I meccanismi non sono però ancora chiariti a oggi. 

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Gli alimenti fermentati costituiscono una ricca fonte di probiotici

Quali ceppi di probiotici privilegiare per sostenere l’immunità?

Non tutti i probiotici hanno lo stesso effetto. I risultati della ricerca che mostrano benefici hanno utilizzato ceppi specifici a dosi precise. Non qualsiasi probiotico sarà quindi necessariamente interessante per stimolare le vostre difese naturali.

I ceppi più studiati per l’immunità sono i Bifidobacterium e i Lactobacillus

In pratica, vi consiglio soprattutto di prestare attenzione a:

  • la presenza di ceppi chiaramente identificati
  • un dosaggio sufficiente, espresso in unità formanti colonie (minimo 1 miliardo di UFC)
  • una formulazione adeguata (ad esempio capsule gastro‑resistenti)
  • e una scelta in accordo con le vostre esigenze. 

Se non siete sicuri del ceppo da scegliere, parlatene con un professionista della salute. 

Secondo la letteratura scientifica attuale, esiste effettivamente un legame tra i probiotici e il sostegno dell’immunità, tramite il rafforzamento della barriera intestinale e la modulazione della risposta immunitaria.

Tuttavia, questi effetti non sono né sistematici né universali. Dipendono da numerosi fattori e da ogni individuo.  Vi invito quindi a utilizzare i probiotici come strumento complementare, in parallelo a una buona igiene di vita e a un’alimentazione adeguata. 


Fonti e studi scientifici

  1. Oyovwi, M.O., Ajayi, A.F. (2025) Una revisione completa sui meccanismi immunologici e sulle vie intestino-cervello che collegano la salute intestinale ai disturbi neurologici.
  2. Valentine Boutherin, Florence Piastra-Facon ed Emma Risson (2019), Il microbiota intestinale, un modulatore chiave della fisiologia immunitaria
  3. Zeng, JingjingHe, ZimengWang, GuoqingMa, YuxinZhang, Feng (2025), Meccanismi molecolari, funzioni biologiche, malattie e nuove opportunità terapeutiche
  4. Fatima, S. N., Arif, F., Khalid, R., Khan, M., & Naseem, K. (2025). Ruolo immunomodulatore del microbiota intestinale nelle malattie autoimmuni e avanzamento delle strategie terapeutiche basate sul microbiota intestinale.
  5. Yanfei Zheng et Al. (2023), I probiotici rafforzano la funzione della barriera intestinale: una revisione sistematica e meta‑analisi di studi randomizzati
  6. Mazziotta C, Tognon M, Martini F, Torreggiani E, Rotondo JC. (2023) Meccanismo d’azione dei probiotici sulle cellule immunitarie ed effetti benefici sulla salute umana.
  7. Liu Y, Wang J, Wu C. (2022) Modulazione del microbiota intestinale e del sistema immunitario da parte di probiotici, prebiotici e postbiotici.