COVID-19: integratori alimentari più efficaci
Sintomi e Complicanze
La COVID-19 può manifestarsi con tosse secca, febbre, affaticamento, mal di testa e dolori muscolari. In alcuni casi possono insorgere sintomi più gravi come difficoltà respiratorie e una riduzione della saturazione di ossigeno. Uno degli aspetti particolarmente preoccupanti della malattia è il « COVID lungo », in cui i sintomi persistono per diversi mesi dopo la guarigione iniziale. I pazienti riferiscono affaticamento cronico, disturbi cognitivi e talvolta un'alterazione dell'olfatto. Ricerche hanno inoltre evidenziato alterazioni a livello delle cellule endoteliali e del microbiota intestinale.Popolazioni a rischio
Gli anziani, in particolare quelli di età superiore ai 65 anni, presentano un rischio aumentato di sviluppare forme gravi di COVID-19 a causa di un naturale indebolimento del sistema immunitario legato all'età. Anche gli adulti più giovani con patologie sottostanti, come il diabete, le malattie cardiache, l'obesità e le malattie respiratorie croniche, sono più suscettibili a complicazioni gravi. Gli individui immunodepressi, o in trattamento con immunosoppressori (per esempio per trapianti d'organo), sono particolarmente vulnerabili. Inoltre, alcuni studi sottolineano che carenze di nutrienti essenziali, come la vitamina D e lo zinco, possono alterare la risposta immunitaria e così peggiorare la gravità della malattia.Prevenzione e approcci naturali
Rafforzare l'immunità contro il COVID-19 si basa su diverse strategie naturali, che combinano micronutrienti, piante e probiotici la cui efficacia è supportata da studi clinici. Un primo passo essenziale consiste nel valutare e colmare le carenze di vitamina D, un nutriente immunomodulatore chiave. La vitamina C completa questo effetto grazie alle sue proprietà antiossidanti e al suo sostegno alla risposta immunitaria contro le infezioni respiratorie. Lo zinco potrebbe ridurre la gravità del COVID-19 grazie ai suoi effetti antivirali, antinfiammatori e al suo ruolo nel mantenimento dell'integrità epiteliale. Gli omega-3 svolgono un ruolo essenziale: agendo sulla segnalazione delle citochine, potrebbero attenuare le reazioni infiammatorie. Il selenio potrebbe avere un ruolo protettivo grazie alla sua capacità di ridurre i danni infiammatori polmonari osservati nelle infezioni virali, come l'influenza, il che suggerisce un interesse anche per il COVID-19. I probiotici suscitano un interesse particolare in questo contesto. La ricerca evidenzia l'importanza della salute intestinale, essendo il 70% dell'immunità legato al microbiota intestinale. Studi mostrano che alcuni ceppi, come il Lactobacillus plantarum e il Lactobacillus brevis, prevengono le infezioni delle cellule epiteliali e ripristinano il microbiota, essenziale per sostenere l'immunità innata e ridurre il rischio di infiammazione. Infine, i polifenoli, presenti nel tè verde, nella curcuma e nei frutti di bosco, riducono i marcatori di infiammazione, come la proteina C-reattiva e l'interleuchina-6 (IL-6), coinvolti nelle reazioni infiammatorie osservate nel COVID-19, e rafforzano anche la resistenza dell'organismo allo stress ossidativo.# SARS-CoV-2
Cofattori nell'ingresso del coronavirus
I fattori d'ingresso del SARS-CoV-2 sono altamente espressi nelle cellule epiteliali nasali insieme ai geni dell'immunità innata
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8 studi
